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I fatti miei

WordCamp US 2015

Scrivo sull’aereo che mi sta riportando a casa da WordCamp US.

Ho già iniziato questo post almeno 3 volte e forse lo riscriverò per le prossime 7 ore perché faccio davvero fatica a mettere in parole, possibilmente non 10.000, quello che ho vissuto negli ultimi 10 giorni.

Cosa ci facevo a Philadelphia

Agli inizi di dicembre 2015 si è tenuto il primo WordCamp US, a Philadelphia. Un WordCamp è come un mega-Meetup di WordPress: l’idea alla base è la stessa, incontrarsi per parlare di WordPress, condividere esperienze, contribuire insieme. Solo che invece di essere una cosa che si fa tutti i mesi con 30-50 persone, è un evento annuale più strutturato.

Fino a ora ci sono state centinaia di WordCamp negli Stati Uniti, ma questo era il primo che univa la nazione, e non solo. C’erano più di 1800 persone, provenienti da non so quanti paesi. 

A ottobre ho visto che ci si poteva candidare per il Community Summit, due giornate di lavoro su invito che vedono coinvolte circa 180 persone. Alcune persone vengono invitate direttamente: si tratta di personalità di spicco della comunità WordPress mondiale, contributori di vecchia data al progetto Open Source. Poi ci sono dei posti per i quali ci si candida, spiegando in che modo si pensa di poter contribuire al Summit, qual è il proprio coinvolgimento, ecc…

Con l’incoscienza e l’entusiasmo della principiante (sono attiva nella Community da meno di un anno, anche se uso WP dal 2008!) mi sono candidata. E con mia grande sorpresa sono stata invitata.

Potevo non andare?

Appartenere a una comunità

Non posso raccontare del Community Summit fino a che non vengono messi i recap sui blog pubblici dei diversi team su make.wordpress.org. Quello che posso dire è che è stata una delle esperienze più incredibili dei miei 20 anni di lavoro. 

Ho capito una volta per tutte quanto sia vitale contribuire al progetto WordPress.org per favorirne lo sviluppo, il miglioramento e la diffusione. E non è neanche necessario conoscere il codice!

Si può contribuire traducendo qualche stringa, inviando segnalazioni di bug o rispondendo nel forum. Poi si può anche decidere di diventare più attivi, partecipando alle chat settimanali sui canali Slack, o prendendo parte all’organizzazione di un Meetup locale.

Qualsiasi cosa decidiate di fare, ci sarà qualcuno pronto a accogliervi, guidarvi, spiegarvi e in generale farvi sentire parte della Community: in Italia stiamo mettendo su uno dei gruppi più eterogenei e frizzanti dell’intero pianeta. Tutti erano al corrente delle cose che stiamo portando avanti: dal Contributor Day dello scorso novembre a Milano alla nascita (e in alcuni casi rinascita) dei Meetup in tutta Italia.

Il motto?

Decisions are made by those who show up.

Cioè le decisioni vengono prese da chi partecipa. Questa, per chi è abituato ad avere a che fare con strutture pesantemente nepotistiche e poco meritocratiche, è una liberazione. Al WordCamp nessuno mi ha chiesto:

  • cosa facevo prima di contribuire?
  • come mai ho iniziato così tardi?
  • come mai c’ero io a Philadelphia, e non altri contributor più navigati?

A tutti interessava una sola cosa: contribuire a WordPress insieme. 

Mission accomplished!

WordCamp US: la conferenza

Dopo il Community Summit è stata la volta della conferenza: anche qui mi ero candidata come volontaria e ho deciso di non seguire nessuno speech dal vivo, ma dedicare tutto il mio tempo ai diversi stand ai quali ero stata assegnata e in generale a chiacchierare con nuove persone.

Sapevo che tutti gli speech sarebbero stati pubblicati online su wordpress.tv (dove iniziano a esserci un tot di video in italiano!), quindi ho deciso di approfittare dell’esperienza dal vivo, non replicabile.

Sono stata un paio di ore all’Happiness Bar (help desk), parecchio allo Swag Store, e un po’ al banchetto “Get involved”, per far conoscere i progetti della community.

Ho anche avuto il piacere e l’onore di conoscere personalmente Matt Mullenweg, il creatore di WordPress, al quale ho raccontato tutte le cose che stiamo facendo in Italia, gli ho anticipato che ci sarà presto un WordCamp anche qui e abbiamo parlato delle meraviglie del cibo italiano. Ci ha presentati Karim Marucchi, una delle persone più incredibili che io abbia conosciuto negli ultimi 6 mesi. Karim fa tantissimo per la community WP e in particolare ha a cuore la nostra, essendo per metà italiano e profondamente romano 🙂

Contributor Day

Domenica chiusura dei lavori con il Contributor Day, un giorno di co-working dei diversi team. Eravamo più di 300! Io mi sono dedicata anima e core ai miei adorati Polyglots: è stata una gran giornata perché sono riuscita a unire 3 glossari italiani che circolano e entro fine 2015 riusciremo a averne uno unificato che renderà più facile iniziare a contribuire. 

E poi guardate che bel gruppo siamo, non vi viene voglia di partecipare già solo così?!?

Piani per il 2016

Polyglots

Quindi, sotto con le traduzioni… ci aiutate?

JavaScript

Compiti dal gran capo in persona. Il messaggio è stato chiaro: se siete sviluppatori e volete crescere come sviluppatori WordPress, mettetevi a studiare JavaScript!

In generale vi consiglio di ascoltare tutto State of the Word (il discorso di chiusura di Matt Mullenweg).

WordCamp Torino

Ebbene sì! Con i miei co-organizzatori del Meetup di Torino abbiamo inviato la nostra candidatura durante il Contributor Day ed è stata accettata! Tenete sotto controllo meetupwptorino.it e @wptorino per restare informati, entro fine anno annunceremo le date e la location. Ci sarà tanto da fare e tanto da divertirsi, quindi non perdetevi questa occasione 🙂

Non ho più paura di volare

La sera prima di partire ho avuto un inizio di attacco di panico. Matteo e mia mamma erano appena tornati da Rovaniemi pieni di storie meravigliose. Più loro raccontavano, più io ero terrorizzata:

  • sindrome dell’impostore al massimo storico. Cosa cavolo c’entro io con il gotha di WordPress?
  • inglese. Come farò a parlare praticamente solo inglese per 10 giorni?
  • non conosco nessuno. Sì, ok, ci sono PetyaAndrea, Luca, Giuseppe, Giustino. Ma gli altri sono sconosciuti e mi fanno pauraaaaa.
  • non posso prendere 10 giorni di pausa dal lavoro.
  • non mi basteranno i soldi.
  • odio volare. Come diavolo mi è venuto in mente di andare dall’altra parte dell’oceano.

Allora mia mamma ha fatto quello che fa da 41 anni tutte le volte che mi vengono questi momento di “non ce la faremo mai”.

Mi ha fatto il cazziatone.

Mi ha detto che devo smetterla di raccontarmi queste cucche, per crogiolarmi nel ruolo di fiammiferaia, che tanto non ci crede nessuno, perché dovrei crederci io. Mi ha chiesto se mi ricordavo che a questa cosa mi hanno invitata dopo aver ricevuto centinaia di candidature. Ha sottolineato che nella vita tutte le volte che ho voluto fortemente qualcosa e mi sono impegnata per ottenerla, le cose sono andate praticamente sempre bene.

E così ora scrivo in aereo, non ho preso neanche il Tavor, ci sono i vuoti d’aria, eppure sono tranquilla come se fossi buttata sul mio divano.

Such is the power of the community 😘

Pic Community Summit 2015 WordCamp US © Kari Leigh Marucchi

Di Francesca

WordPress Community Manager at SiteGround.

Ho creato C+B, supporto la community globale di WordPress.org nella sua crescita.

10 risposte su “WordCamp US 2015”

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