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Un anno di C+B

La scorsa settimana ho scritto su C+B (che se non lo conoscete ancora, vale la pena farci un giro) un post di bilancio dell’anno e di cose che ci piacerebbe fare nel 2016.

È stato un anno complesso che mi ha lasciato un grande dispiacere addosso: la difficoltà finanziaria dell’organizzazione di un progetto formativo come la C+B Academy. Ho pensato di approfondire qui in ottica biz.

Quando siamo partite, abbiamo fatto il prezzo pensando soprattutto alla capacità di spesa della potenziale partecipante: il target è la lettrice media di C+B, che ha un’attività in proprio da poco, spesso con un regime fiscale agevolato (minimo, forfettario, ecc..). Certo, sono arrivate anche le eccezioni, persone che non hanno ancora aperto, persone che sono in business da tanti anni, ma in media avevamo creato l’avatar di una cliente ideale e l’abbiamo ritrovata più e più volte.

Partire dal prezzo di vendita è sempre un rischio perché per quanto si prevedano i costi, ci sono sempre una quantità di variabili e imprevisti che possono scompigliare tutto. E poi ci sono gli investimenti, da spalmare su un periodo non sul singolo corso, valutabili solo col senno di poi.

I costi della formazione

Per fare un corso del genere ci sono parecchi costi:

  • il salario delle docenti, siamo partite pagandoci una cifra abbastanza simbolica, meno delle nostre rispettive tariffe orarie. Un po’ ci siamo aumentate il salario, ma idealmente vorrei poter pagare di più. Perché? Perché fare l’Academy è davvero, ma davvero impegnativo, molto più impegnativo dei singoli corsi che ognuna di noi offre, perché oltre alla materia, che conosciamo, c’è da lavorare in coppia, farsi da spalla, confrontarsi prima, durante e dopo, ecc…
  • Location. Ci ha aiutate A Little Market, per fortuna. Grazie!
  • Catering. Costo molto elevato perché in una giornata così lunga è importante che ci sia cibo per la mente, ma anche per darsi sostentamento fisico!
  • Goodie Bags. I “pezzi grossi” sono stati donati da 3 piccole sponsor che hanno fatto un investimento e creduto in noi: Antonella, Gaia e Nydia (grazie, grazie, grazie!). Alcune volte abbiamo avuto piccoli oggetti da artigiane generose, la maggior parte sono stati comprati da Tiger. Era importante per me dare una goodie bag ricca per lasciare un ricordo tangibile.
  • Viaggi dello staff. Nell’edizione primavera-estate ho insistito per avere con noi sempre anche Alice e Margherita. Mi sembrava importante documentare questa prima fase e offrire alle partecipanti delle foto profilo nuove. L’esperimento è riuscito in parte: le foto delle giornate sono belle perché loro sono brave, ma non sempre le location erano belle e “photo shoot ready”; allo stesso tempo ho seguito un po’ le partecipanti per vedere quante usavano la foto per il profilo e ho scoperto che erano poche, quindi extra gradito ma non fondamentale.
  • Facebook Ads. Su questo ho sentimenti contrastanti. Da un lato la strategia non era “compra il biglietto”, ma “conosci il progetto” e questo obiettivo in parte è stato soddisfatto. Gli ads hanno portato traffico al sito, hanno generato condivisioni (poche a dire il vero), però poi incrociando analytcs e domande alle studentesse abbiamo capito che le persone non hanno comprato in seguito a ads, ma perché conoscevano già C+B o le docenti, quindi non penso che sarà una strada che ripercorreremo.

I conti della serva

Per intenderci: la C+B Academy ha fatturato per 15.000 euro + iva ed è costata 12.000 euro + iva. Di 3.000 euro lordi ne vanno via più della metà, tra tasse e contributi; per comodità diciamo che restano 1.500 con i quali vanno coperti i costi fissi di C+B (dominio, hosting) e alcune spese fatte con cassa contanti (taxi, parcheggi, soste veloci all’autogrill).

Non ho mai contato nei costi me stessa, invece dovrei perché ho lavorato e non poco per questa cosa:

  • come docente: ho insegnato in 4 edizioni su 6, se prendessi anche solo un gettone simbolico di 300 euro a giornata è un costo di 1.200 euro. Io però penso che i docenti vadano pagati tra i 500 euro e i 700 euro a giornata, quindi in previsione questo è un costo di 2.000-2.800 euro.
  • come organizzatrice e amministrativa: per ogni edizione si devono fare tante cose pratiche, promuovere, raccogliere le iscrizioni, fare le fatture, inserire le persone in Mailchimp, mandare le mail prima e dopo, creare i questionari post-vendita, inserire le persone in Facebook, monitorare il gruppo Facebook, contattare le location, organizzare il catering, gestire il lato amministrativo dei fornitori, gestire le docenti, ecc… Volendo ingaggiare una virtual assistant che se ne occupi, la tariffa è intorno ai 30/40 euro/ora, quindi non meno di 300/350 euro a data. E sono altri 2.000 euro circa per le 6 date che abbiamo fatto.

Insomma, dico che abbiamo coperto i costi solo per non ammettere prima di tutto a me stessa che di fatto il primo anno di C+B Academy è andato in perdita. E se continua con gli stessi numeri sarà in perdita anche per il 2016. Questo è il motivo per cui Academy si prende una pausa: durante la vacanze di Natale dedicherò alcune giornate a:

  • rifare i conti per capire se su una media di costi che si è stabilizzata con l’edizione di Bologna di ottobre 2015 possiamo mantenere il prezzo attuale e pagare tutti i veri costi, compresa una persona che si occupi di gestione e amministrazione? Aumentare i prezzi è impensabile per il nostro target e per il nostro posizionamento.
  • sistemare il nostro media kit e ingaggiare una persona per fare reperimento sponsor. Questo permetterebbe di intervenire sui costi, ma forse anche di abbassare il prezzo della giornata e riuscire a raggiungere più persone (esempio tenendo sempre il prezzo early bird di 180 euro iva inclusa e non 210 euro).

Work on your business not in your business

La lezione importante che mi porto a casa da questo bilancio, per me e per C+B, è:

lavora a strategie per migliorare il proprio business sul medio-lungo termine e non per portarne avanti sempre e solo l’operatività

L’hanno detto già detto in mille (in particolare mi piace come lo dice Geri Stengel, la fondatrice di Vetureneer, un blog che consiglio a chi si sogna Amministratore Delegato) e mi permetto di dirlo anche io.

Per me si tratta della presa di coscienza del percorso di crescita del mio business: da freelance “libero battitore” a solopreneur “rete di collaboratori” a imprenditrice. Se vogliamo è un altro slogan privo di significato, come “trasforma la tua passione in lavoro” (odio) o “lavorare meglio e meno” (amo e uso), fino a che il significato non glielo diamo noi, applicando in pratica tutti i giorni e condividendo le nostre competenze per far crescere anche altri.

Questo è il motivo per cui a Natale non staccherò davvero, ma continuerò la bella abitudine iniziata a maggio di lavorare in modo concentrato per tot giorni e fare continuamente delle mini pause, invece di lavorare fino a bruciarsi, spegnere per 2 settimane e poi riprendere stravolti perché il primo giorno si viene sommersi dalle cose non fatte per 2 settimane 🙂

La prossima settimana faccio poi anche il bilancio di Francesca Marano, che il post di fine anno ci sta sempre, intanto buon Natale!

Pic edizione di Bologna di Officine Biancospino

By Francesca

WordPress Community Manager at SiteGround.

Ho creato C+B, supporto la community globale di WordPress.org nella sua crescita.

3 replies on “Un anno di C+B”

Ciao Francesca, mi è piaciuto molto questo post perché anch’io penso spesso che non posso vivere di sola passione, o meglio se decido che voglio creare per passione devo poterlo fare, ma se voglio chiamarlo lavoro allora il guadagno ê parte fondamentale del progetto. Ai tuoi slogan aggiungo quello che rimbomba nella mia testa, che mi lasciò un collega: “meglio pensare 5 ore per lavorare 5 minuti che pensare 5 minuti e lavorare 5 ore”. Io spesso lavoro di getto e questo non sempre ( diciamo pure quasi mai ) paga a livello di entrate. pausa anche per me. E ora ti faccio una domanda: C+B non ha mai pensato di allargarsi oltre i confini italiani? Io abito in Ticino, Svizzera, qui parliamo italiano, seguiamo blog italiani, leggiamo riviste italiane, leggendovi ho pensato perché non qui? Un caro saluto e grazie per i contenuti sempre interessanti, Giovanna

Ciao Fra, sono Valeria V. dal cellulare quindi non so se comparirà l’avatar. Io credo che tu non abbia valorizzato però quanto i corsi di c+b abbiano fatto crescere la community e se è vero che sei in pareggio, non si è mai visto un progetto del genere partire con tale positività e con un investimento di capitale pari a *n* che credo che comunque sia poco. La community c’è quindi io ragionerei anche per il livello successivo a quello che altre donne hanno già fatto, e poi il lavoro delle insegnanti per essere meno costoso dovrebbe essere riproducibile. Per il resto, è giusto sviscerare pro e contro e non fermarsi mai!

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