Storie intorno al falò – il mistero degli hashtag

Se chiedete ad un nuovo utente di Twitter cosa lo lascia davvero perplesso della piattaforma, 8 volte su 10 vi risponderà: tutti quei cancelletti, ovvero gli hashtag.

Sarà il nome bizzarro, sarà l’uso indiscriminato che ne facciamo un po’ tutti (chi non ne ha usato uno a sproposito scagli la prima pietra) di solito, al primo giro, il nuovo utente resta senza parole.

Poi inizia ad usare a gogo. A volte ci prende, a volte non tanto.

Ho registrato per il corso Un Due Tweet un video breve e chiaro, ve lo propongo e poi aggiungo qualcosa. Usate la password “127ee7-#?@!“, togliendo gli apici
Ci rivediamo sotto…


{spero apprezzerete l’accento piemontese, per me è un vanto #expatlife}

Insomma niente altro che parole chiave!

Curiosità: il segno # non era una novità per i nerd che stavano su altre piattaforme nella preistoria di internet, ma solo un anno dopo il lancio di Twitter, il mitico Chris Messina (sempre roba da supernerd) ne ha proposto l’uso. Da lì l’allargamento a piovra dell’hashtag è stato inarrestabile.

Eccovi alcune regole per usarli al meglio:

  • non più di 2 per post, è Twitter stesso a consigliarlo e noi siamo bambini ubbidienti
  • se state scrivendo di un argomento in particolare, o di un evento, o di un corso, o del matrimonio del vostro miglior amico, taggate tutti i tweet relativi in modo che cliccando sulla parola chiave si possano leggere insieme. Ad esempio quando volete dire qualcosa di questo summer camp twittero usate #coloniacinguetta
  • se volete inserirvi in una conversazione su un tema caldo, cercate un argomento che vi interessa su hashtags.org e scrivete un messaggio taggando come si deve
  • non abusatene, illudendovi (come tanti newbie) che un trending topic si crei così dal nulla, solo chiedendo ad amici e parenti di retwittare. Questo articolo entra nella scienza del trending topic (super-super-nerd e interessantissimo), mentre questo svela il dietro le quinte di un tag che è stato molto popolare circa un anno e mezzo fa.

Volete saperne di più? Benissimo! Basta andare sul sito della nostra Camp Counselor valijolie per leggere l’articolo più completo mai scritto in italiano su hashtags e strumenti utili.

Cosa ne pensate? Un po’ più chiaro? Fatemi sapere che poi venerdì parliamo di #FF e di come gli hashtag siano diventati “codice comunicativo contemporaneo” (cit. sempre @valijolie, sempre lettura obbligatoria per il camp).

By Francesca Marano

WordPress Core team lead at Yoast. Prima ero la WordPress Community e Partnership manager SiteGround. Ho creato C+B, contribuisco a WordPress full-time. Ho un gatto, un figlio, un fidanzato e un ex-marito bellissimi e che mi hanno aiutata ad arrivare fin qui.

5 comments

  1. Ecco ecco perché mi fischiavano le orecchie!
    Grazie mille per le sempre belle citazioni che mi fanno arrossire e naturalmente…per qualsiasi domanda e approfondimento su come aprire i ‘cancelletti’ di Twitter, sono qui. 🙂

    1. L’ho detto su FB e lo ripeto qui: Valijolie meglio di Google su Twitter 🙂 Noi qui ti amiamo molto, lo sai.. dai non arrossire, che i complimenti te li meriti tutti!

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.