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Come scegliere un tema per WordPress

La scelta di un tema per WordPress getta spesso nel panico chi è all’inizio della creazione del proprio sito: ce ne sono migliaia a disposizione, sia per WordPress.com che per WordPress.org e non è facile per chi sceglie il fai-da-te capire da dove iniziare.

Oggi vediamo alcune cose da tenere a mente per diminuire il panico e aumentare la consapevolezza.

La prima cosa che vorrei che tutti si tatuassero sulla fronte o, meglio, sulla mano che muove il mouse, è:

il design è al servizio dei contenuti, sempre

Quando tengo corsi su WordPress vedo crescere l’impazienza degli allievi: mentre io propongo esercizi su carta tipo “Perché vuoi un sito?”, loro non vorrebbero fare altro che mettere su un tema e iniziare a pastrocchiare. Sì, ma cosa?

Se non sappiamo perché vogliamo un sito, a chi ci rivolgiamo e cosa ci sarà dentro, qualsiasi tema sceglieremo, anche il più figo-accessoriato-responsive-trendy ecc… probabilmente non sarà il tema giusto per noi.

01. Qual è l’obiettivo del sito

Lo ripeterò fino alla nausea: un sito non si crea “perché ce l’hanno tutti”, “perché mio cuggggino me lo fa”. Deve esserci un obiettivo, che poi va misurato. Prima la smettiamo con ‘sta storia del sito-vetrina e prima vedremo i risultati. Un sito è una storia, è un universo, non è solo un mezzo, è il contenuto, è il messaggio.

Sarebbe meglio non avere un obiettivo troppo generico (promuovere in toto la mia attività), ma facciamo finta che vada bene anche quello, tanto siamo partiti tutti da lì.

Iniziamo fin da subito a chiederci quale è la cosa più importante che vorremmo ottenere dal nostro sito, per tenerlo presente anche nelle scelte di design:

  • Creare fiducia – è importante che siano bene in vista i nostri contatti, che ci siamo un modo facile per interagire con noi, che ci siano i pareri delle persone che hanno usato i nostri servizi.
  • Aumentare iscritti alla newsletter – un bel form o link all’iscrizione nell’header, un form al fondo dei post. Ma soprattutto, facciamo capire alle persone perché farebbero bene a iscriversi, what’s in it for them?
  • Vendere un servizio – BUY NOW
  • Raccontare cosa c’è dietro alla vostra attività – Blog
  • E via così. Non è il caso di essere esperti: come navigate voi? Quando entrate in un sito cosa fate? Cosa vi spinge a farlo. Copiate come artisti, non reinventate la ruota del carro.

Nulla di tutto ciò si fa una con una vetrina, immobile e impolverata. Né con una vetrina fatta da un vetrinista alla moda. Tutto ciò si fa con contenuti originali e utili per chi arriva per caso sul vostro sito e magari decide di tornare. Si fa con istruzioni chiare (la call to action) e con informazioni non contrastanti (iscriviti alla newsletter, ma anche seguimi sui social, ma anche commenta, ecc… tutto magari nello stesso riquadro).

A meno che non siate la Nike, in quel caso potete anche fare una vetrina. Ma toh, guarda, proprio i mega brand investono tonnellate di dollari sulla creazione di contenuti. Un caso? Io non penso proprio.

Anche se non avete tonnellate d’oro, chiedetevi cosa volete ottenere dal sito?

02. A chi si rivolge il sito

Un po’ a tutti? Think again.

Ogni scelta che farete nel vostro sito taglia fuori una parte della popolazione, ed è giusto che sia così. Anche perché vi svelo una cosa: se fate una comunicazione molto mirata, con un linguaggio, testuale e visuale, molto “orientato”, sarà più facile che anche chi non fa parte di quella fetta lì di mercato si identifichi con una cosa che non era stata pensata per lui piuttosto che un messaggio insipido e non definito, che non va a colpire nessuno.

L’esempio che faccio sempre è C+B: tutti i post si rivolgono a una “cara amica”, singolare, femminile. I colori e i font non sono certo frou frou, ma non sono neanche mascolini o unisex. Ebbene, il 25% dei lettori di C+B sono maschi. 25%. È tantissimo. Se C+B cercasse di parlare anche con loro, e diventasse più unisex, non avrebbe lo stesso successo.

È diverso fare un sito di un centro yoga che si rivolge alle mamme e ai bambini e un centro yoga che si rivolge al trentenni single di una grande città. Poi è evidente che se offrirò corsi generici di Hatha Yoga potrebbero arrivare sia le mamme che i trentenni, ma devo decidere prima con chi parlare principalmente.

Quindi: con chi parlate?

03. Caratteristiche

  • Un sito nel 2016 deve essere responsive, su questo punto non discutiamo neanche. Ho messo la fotina con tutti i dispositivi per rafforzare il concetto 😉
  • Un sito nel 2016 deve rispettare gli standard web: questo è più difficile, perché si va sul tecnico. Semplifico: non usate temi che sono stati aggiornati l’ultima volta un anno fa. Nel web sono cambiate mille cose in un anno.
  • Nonostante il lamento dei designer sullo schema del sito header con logo e menu + slider + badge di rimando ai servizi, quello è uno schema che le persone, anche zia Pina (the ultimate UX tester) capiscono. Funziona per ogni business? No. Tant’è che tutti i designer, quando creano un template da zero, prendono in considerazione mille altre possibilità. È uno schema che chi non fa il designer, ma si fa il sito da sé, capisce e sa che può un funzionare con i propri contenuti. Probabilmente sì.
  • Il tema deve essere compatibile con l’ultima versione di WordPress.org.
  • Se state creando un blog, dove la cosa importante sono le parole, è inutile che installiate un tema con mille mila formati di post, slider, portfolio, testimonial, ecc… Cercate un tema che dia risalto alle parole e sia leggibile da tutti i dispositivi.
  • Se avete un sito multi-autore, assicuratevi che il template preveda una pagina dove tutti gli autori vengono presentati con una mini bio.
  • Se non avete un portfolio, cosa diavolo usate un tema con il portfolio???
  • Insomma, usate il buon senso.

04. Supporto

Controllate che il tema sia supportato in due modi:

  1. 3 volte l’anno WordPress.org viene aggiornato, spesso in modo “sostanziale”. Non tutti i temi devono essere aggiornati 3 volte l’anno, ma  sicuramente non può essere fermo da più di 9-12 mesi.
  2. Che sia gratuito o a pagamento, andate a vedere se l’autore risponde alle domande di chi usa il tema.
    1. Se usate WordPress.com andate nell’area supporto dei temi e cercate il nome del vostro tema nel forum.
    2. Se usate temi della repository di WordPress.org ogni tema ha una scheda all’interno della quale potete anche vedere review e commenti. Oppure potete cercare nel forum il tema del vostro forum e vedere i post che ne parlano.

Va bene, ma ora ci dici quali temi scegliere?

Sì, ma prima ancora qualche raccomandazione:

  • Font leggibili: che vuol dire di dimensioni adatte alla lettura di tutti, non solo di chi vede molto, molto bene. Non è un caso se negli ultimi 3 anni i siti usano font enormi. Lasciate da parte i vostri gusti e pensate al vostro lettore, potenziale cliente. Il sito è per lui, non per voi.
  • Sfondi neutri: evitate di mettere dei pattern negli sfondi, perché a meno che non facciate gli illustratori nella vita, qualsiasi cosa pensiate sia bellina, probabilmente è orripilante agli occhi della maggior parte delle persone. Credetemi quando vi dico che fare una cosa così è molto difficile.
  • Immagini di qualità: se non avete foto belle non fissatevi sui temi con immagini di apertura a tutto schermo, le foto fatte con la macchietta tascabili e il flash non faranno lo stesso effetto… Io uso solo immagini di stock perché non sono in gradi di autoprodurre immagini di qualità.
  • 2 colori, 2 font: bastano e avanzano. Fare il designer è una professione, non abbiate la presunzione di sostituirvi a chi fa questo mestiere. Non riempite il vostro sito di font e colori. Se il tema è proposto con un certo font in una certa dimensione è perché quella cosa lì funziona.

Temi per WordPress.com

Andate sulla pagina dedicata ai temi e cercate quello che funziona per voi, in base alle caratteristiche.

Cliccando su “Altro” vi verranno fuori le opzioni di ricerca, oppure mettete una parola chiave nel campo ricerca.

Ricerca temi su WordPress.com

Temi per WordPress.org

Uso Genesis per il 99% dei siti. È un framework premium che estende l’uso di WordPress e, francamente, rende più facile e veloce la creazione di temi custom. Inoltre ha un supporto eccezionale.

Se non volete smanettare voi con il codice, scegliete temi pronti:

I temi super accessoriati in vendita sulla maggior parte dei marketplace, che fanno tutto e hanno tutte le opzioni possibili, sono una inutile complicazione per la maggior parte dei siti:

  • se avete un’attività imprenditoriale, piccola o media, non affidatevi al fai-da-te. Ci fate brutta figura in termini di percezione del brand e comunque un tema pre-made, pur con tutte le opzioni possibili e immaginabili, non risponderà mai esattamente al vostro obiettivo business;
  • se siete agli inizi della vostra carriera da freelance, non avete bisogno di tutte quelle opzioni, che hanno un unico effetto: rallentare il vostro sito e quindi renderlo subito antipatico ai vostri eventuali clienti;
  • se siete un blogger per passione: impegnatevi a scrivere cose che vogliono farsi leggere, tutto il resto è superfluo, come dimostra egregiamente il caso di Enrica Tesio di Tiasmo. No, non ha scritto un libro perché ha il sito con il tema multifunzione.

Per approfondire

  • I miti dell’UX – Veloci articoli, di facile comprensione, già tradotti in italiano.

Di Francesca

WordPress Community Manager at SiteGround.

Ho creato C+B, supporto la community globale di WordPress.org nella sua crescita.

10 risposte su “Come scegliere un tema per WordPress”

Ciao! Avrei una semplice e forse inutile domanda da fart, ma voglio essere super sicura di quello che devo fare. Acquistando un tema per wordpress, non un tema bambino, posso usare Genesis per modificarlo o ampliarlo aggiungendo per esempio un portfolio?

Grazie mille!!
Federica

Ciao,
grazie per l’articolo che ho trovato schietto e utile. Sto facendo delle ricerche per aprire il mio blog personale e come suggerisci anche tu sono finita sul sito di Studiopress, suggerisci quindi di comprare un loro tema già fatto piuttosto che uno sui siti come themeforest? Vorrei capire se il prezzo più alto ne giustifica effettivamente la qualità.
Oltre a StudioPress e a Restored316 suggerisci qualcun altro?
Grazie
Silvia

Ciao Silvia
intanto auguri per il nuovo blog!
Consiglio senza dubbio StudioPress per:
– solidità e pulizia del codice
– licenza d’uso GPL (a te magari non interessa molto, ma per me, sostenitrice dell’open source, è fondamentale!)
– supporto.

Su Themeforest io sono sempre stata molto sfortunata e mi sono sempre presa delle sòle 🙁

Buon lavoro!

grazie penso che opterò per un tema Restored che comunque viene consigliato da Studio Press e ritengo sia una scelta valida! Grazie, ti farò sapere come va =)

Ciao cara! Ti scrissi tempo fa e alla fine ho optato per un tema restored316 tuttavia sono un poco bloccata perché non capisco come configurare il tema (sul loro sito non fanno molto supporto) potresti consigliarmi qualche tutorial per capire come impostare il tema?
P.s. ho letto i tuoi altri post e sono utili
Grazie

Ciao Silvia,
nell’area Setup & Support dovrebbero avere passo passo come configurare ogni tema. Ti dicono quali plugin installare, come configurare la home, ecc… Altri tutorial potrebbero essere più complicati 🙁
Buon lavoro!

Ciao Francesca, leggendo in rete vedo che Genesis è molto apprezzato e vorrei provarlo.
Sto costruendo il mio primo blog per cui capirai i miei timori quando si é alle prime armi e si devono investire un po’ di soldi. Le mie domande sono queste:
1) per usare il framework genesis + child (Digital Pro) serve una competenza approfondita di programmazione php, css ed html o si tratta più che altro di fare drag and drop di pezzi di codice nelle aree widget come ho notato da qualche video?
2) consiglieresti genesis a un neofita o ritieni che sia più consono partire da un tema classico (drag and drop) per farsi le ossa?
3) nell’eventualità che inizi con un tema NON genesis, è poi possibile (a blog completato) passare a genesis o sarebbe una faticaccia e dovrei reimpostare tutto il blog?
Grazie mille in anticipo!

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