Rebranding: la strategia

Francesca Marano - Strategia rebranding

Questo è il secondo post della serie sul rebranding: oggi parliamo di strategia, che è sempre, sempre ma sempre (lo dico 3 volte a scanso di equivoci) la cosa più importante ed impegnativa da affrontare. Senza una strategia chiara non si va da nessuna parte.

Ecco perché io mi sono fermata per un tot, nonostante avessi degli ottimi consulenti a supportarmi: perché avevo bisogno di tornare a chiedermi davvero chi sono, cosa faccio, perché lo faccio, per chi, ecc… Una volta che sono riuscita a riflettere in modo distaccato su questo tema sono riuscita a ripartire e “sfruttare” davvero le consulenze che avevo iniziato mesi e mesi fa e a studiare delle strategie.

I fatti e la storia

Sono Francesca, fin qui tutto chiaro. Lavoro da quando ho 20 anni, ho aperto il mio primo indirizzo email nel 1994 e dal 1995 bazzico la rete, soprattutto USA.
Dal 2012 mi presento come Doula, per i primi tempi “Your Business and Social Media Doula” (orrore!), poi Digital Doula. La scelta di questo “job title” assolutamente inventato è stato fondamentale per farmi conoscere: di web designer ce ne sono migliaia, una che si presenta e che dice che fa la Doula e fa nascere bit invece di bambini è più facile da ricordare.
Sulla carta sono una web-designer e una front-end developer, dalle limitate capacità di scrittura di codice complesso. In pratica faccio siti.
Ma ho la fissa dei numeri: dopo essermi presa una mega nasata con la mia attività da freelance, ho ritrovato la retta via grazie al business plan e quindi ora mi sono messa in testa di aiutare altri freelance a far andare le cose meglio, grazie a questo strumento e grazie a dritte di organizzazione per sistemare anche il retrobottega.

Alla fine del 2014 sono rientrata in Italia, dopo qualche anno in Israele, e ho dovuto ripensare alla mia attività:

  • regime fiscale differente, c’era bisogno di rivedere un po’ i conti alla luce della pressione fiscale italiana;
  • team, siccome non sono fortissima a scrivere codice complesso (in particolare PHP, con HTML e CSS sono brava invece) avevo bisogno di trovare delle persone con cui collaborare per migliorare il servizio offerto anche in virtù del cambiamento del mio target;
  • crescita, non volevo restare un’altra “digital cosa” che fa di tutto un po’, progettazione, disegno, esecuzione;
  • nuovi servizi, molti clienti che sono con me da un po’ sono cresciuti, hanno necessità più complesse, per i siti, ma hanno anche espresso il desiderio di avere una consulenza un po’ più di ampio respiro su questioni non solo tecniche;
  • kill the Doula: da qualche mese non mi sento più rappresentata da questa parola, anche se continuo ad amarla molto, proprio come figura di donna.

Il cambiamento

Era impensabile affrontare dei temi così corposi da sola, quindi mi sono chiesta: ma se io non voglio più essere la Digital Doula, che fa nascere la presenza online di donne creative, ma voglio diventare “una cosa” più complessa, come faccio a comunicare il cambiamento? Come faccio dal punto di vista di comunicazione, immagine, posizionamento, posizionamento sui motori di ricerca, ecc… a dire tutto ciò?

Come faccio a passare da “quella che fa alle blogger e alle crafter un sito fatto gran bene per farle partire con il piede giusto” a “quella che insieme ad un team di professionisti progetta, disegna, sviluppa soluzioni che servono alle persone a far crescere il proprio business”?

Con il rebranding, appunto.

Oggi sono in grado di fare cose che fino ad un anno fa erano impensabili, sia come siti che come formazione e consulenza. Fare formazione è una cosa bellissima, ma se poi ritardi con le consegne perché sei in giro ad insegnare non è il massimo. Quindi Francesca Marano è in realtà Francesca Marano & co.: sono coinvolti collaboratori occasionali e altri più stabili, mentre io mi occupo di fare quello che so fare meglio, ovvero capire i clienti, tradurre il linguaggio tecnico in linguaggio quotidiano, semplificare la complessità, individuare gli obiettivi e studiare il percorso per arrivare al traguardo.

La strategia

Marketing

Con Enrica siamo partite con certe premesse (inizialmente pensavo di concentrarmi più sulle consulenze business e organizzazione), ma poi l’incontro e il coinvolgimento nella community di WordPress mi ha fatto capire come questo strumento sia sempre davvero la mia passione e no, non sono ancora pronta ad appendere il CSS al chiodo 🙂 Business Plan, organizzazione e produttività sono cause che mi stanno a cuore, sulle quali ne so a pacchi e che sono complementari alla creazione dei siti. Secondo me, ad esempio, è impossibile creare un sito davvero utile se non si è fattoil business plan. Allo stesso modo, se il sito funziona e porta lavoro si deve essere pronti a gestire l’attività al meglio e si deve imparare ad essere più organizzati e produttivi. Così abbiamo ricalibrato la rotta e siamo riuscite a mettere a fuoco:

  • il target, anzi i target. Grazie ai consigli di Enrica ho capito che di fatto io mi rivolgo ad una persona nei diversi momenti della sua vita in proprio. La separazione non è per servizio (quindi ai siti corrisponde il target A, al business plan il target B e al lavoro su organizzazione e produttività il target C), ma per somministrazione di servizio: i libri sono pensati per dipendenti che vogliono mettersi in proprio o liberi professionisti all’inizio della propria carriera; la formazione si rivolge a chi è già in proprio, vuole approfondire, non può ancora affidarsi completamente ad un consulente, non solo per questioni economiche, ma anche di tempo e di livello di consapevolezza della propria attività e dei propri obiettivi; le consulenze (e fare un sito per me è di fatto una consulenza) si rivolgono a persone che hanno già “svezzato” la propria attività, sanno che devono fare un investimento, sanno perché devono farlo. Siccome mi piace vedere le cose e non solo immaginarle, ho creato una board su Pinterest con delle foto descrittive: nei titoli ci sono dei prefissi, LI sono i libri, FO e la formazione, CO sono le consulenze;
  • la mia nuova mission, parte sempre dalla stessa vision, dallo stesso perché e si declina in modo leggermente diverso. Alla base di tutto sta la mia volontà di cambiare il mondo, un sito alla volta, insegnando alle persone a sfruttare le potenzialità della rete e del digitale per crescere, professionalmente e personalmente e emanciparsi economicamente.
  • i servizi: le linee di business e le loro possibili modalità di somministrazione (dico solo “Solopreneur Membership” coming to you in 2016);
  • la comunicazione sui social: cosa fare della pagina FB, come continuare sul blog, come strutturare la newsletter. La newsletter è il mio più grande cruccio, ma ora che ho le idee più chiare sui contenuti e sul calendario penso sarà meno pesante.

SEO

Così come oggi di fatto non accetto più clienti che non abbiano già un business model chiaro, meglio ancora se hanno anche un business plan, difficilmente lavoro con clienti che non investono anche in una consulenza di SEO, meglio anche in un lavoro di copywriting. Perché tutte queste cose concorrono a fare la differenza tra un sito base, magari anche bello, ma senza obiettivi, e uno professionale, al servizio di un business e, per esteso, dei clienti di questo business, che useranno il sito per trovare soluzione ai propri bisogni. Di nuovo, è una questione di fasi della propria vita professionale: comprare un bel template e fare da sé è un passaggio che io consiglio a tutti e che serve a chiarirsi le idee e soprattutto a partire in tempi brevi, poi quando il gioco si fa duro si devono cercare dei duri con cui far giocare 🙂

Con Tatiana abbiamo individuato la concorrenza SEO e deciso come strutturare i contenuti: gerarchia delle pagine, link interni, parole chiave, revisione di categorie e tags. Da quando ho capito, grazie a Tatiana, che ottimizzare per la SEO significa scrivere contenuti originali, interessanti, utili mi sono riconciliata con questa disciplina.

Immagine

Questa versione di sito è figlia di un codice corrotto che ho sistemato in fretta, ma senza uno studio dietro. Sono anni che uso come foto profilo dei selfie. Non avevo mai fatto un progetto di immagine per me stessa, mi sono sempre accontentata di avere combinazioni di font e colori aromoniosi. Questa volto mi sono fatta aiutare da alcune persone.

Il brief diceva delle cose miste tipo: Beyoncé, hip hop, oro, mare, champagne, Moira Orfei, own it, get shit done, glitter e altre amenità assortite. Quello che intendevo era “non me ne frega nulla di essere figa e alla moda, io voglio essere io, perché i miei clienti vogliono lavorare con me, non con una figa e alla moda. Non sono una che ha imparato come gestire un’attività seguendo un MBA, ma guardando Empire e analizzando il modello di business delle sorelle Kardashian“.

Nell’ultima newsletter di Paul Jarvis ho letto questa cosa che mi ha definitivamente confermato la bontà della strategia:

That’s why my books and courses are no-BS and slightly silly—because that’s exactly who I am.

And in turn, people pay for my design services or buy my products because I shine through in them. They consider what I make a non-interchangeable piece of a puzzle that they need to finish (probably a corner piece).

Quindi, dopo quasi 1600 parole, torniamo al paragrafo iniziale: prima di affrontare un investimento o un cambiamento qualsiasi nella vostra attività, sapete perché lo state facendo? As usual, start with why 🙂

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By Francesca

WordPress Core team lead at Yoast. Prima ero la WordPress Community e Partnership manager SiteGround. Ho creato C+B, contribuisco a WordPress full-time. Ho un gatto, un figlio, un fidanzato e un ex-marito bellissimi e che mi hanno aiutata ad arrivare fin qui.

4 Replies

  1. Io sono qui, nel pieno della mia fase di rebranding: piano piano ho spaccato il mio guscio e sono uscita, ho visto la luce e voglio crescere, voglio spiccare il volo! Non so quando questo periodo finirà ma non ho fretta perché voglio fare le cose come si deve e decidere del mio futuro…..ma nel frattempo attendo la tua ‘nuova te’……(con ansia!) <3

    Un bacio, Fede

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