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Rebranding: l’immagine

Continua la serie sul rebranding, oggi con un articolo sull’immagine. Potrebbe riassumersi in: fatevi studiare l’immagine coordinata da un professionista che si prende la briga di conoscervi e capirvi, ma cercherò di ampliare il discorso 🙂

Se ho fatto fatica a arrivare a conclusioni sensate sulla strategia, pensare all’immagine è stata una tortura senza precedenti. Fino ad oggi mi sono sempre occupata io dell’immagine, ovvero della mancanza di immagine, che il mio sito ha avuto per anni. Ho fatto dei corsi di grafica, ma non ho mai esercitato a sufficienza la mano e l’occhio nella composizione grafica: in passato ho fatto dei loghi (pure bellini forte a dire il vero!), ma nel corso degli anni anche il mio stile di web-design è sempre ruotato intorno a combinazioni di colori squillanti e font, quasi mai elementi aggiuntivi. È una scelta di stile, come tante scelte che si devono fare, sia come clienti e che come fornitori, e continuerà ad essere la mia modalità principale di lavoro, anche perché non amo i siti eccessivamente ricchi, trovo che mettano in secondo piano i contenuti, che invece sono davvero il cuore dei progetti web.

Il mio logo me l’ero fatto io scannerizzando la mia firma e aggiungendo un elementino (la fogliolina) e il mio job title. Da un anno non lo usavo più sul sito perché mi sembrava davvero troppo casereccio. Qui vedete la primissima versione, poi l’ho modificato nel corso degli anni, ma sono partita da questo schizzo.

Idea + Logo + Header

Anche questa volta avevo inizato a farmelo da sola: volevo mantenere il look&feel della scritta a mano, ma il mio tratto mi sembrava un po’ deboluccio, così mi sono comprata grandi quantità di font script su Creative Market [affiliate link]. Ho fatto prove su prove e appena mi sembrava di aver trovato la quadra, intercettavo grafiche di amici e colleghi fatti con lo stesso font. E invece io volevo proprio una cosa mia, solo mia.

Ho la fortuna di lavorare con grafici bravissimi, ma avevo voglia di uscire un po’ dal giro dei miei collaboratori occasionali: non c’è un motivo razionale per questa scelta, è stata fatta tutta di pancia e con grande sofferenza perché io adoro le persone con le quali collaboro!

Sono abituata a fare tutto online, questa volta (cosa davvero rara per me) però volevo incontrare dal vivo la persona che si prendeva l’incarico di dare una forma grafica alla nuova Francesca. Per mesi non ho avuto il coraggio di avvicinarmi a questo argomento, poi una sera mentre vagolavo come un’anima in pena su Behance mi si è accesa la lampadina.

Vi presento Alessandro

Alessandro è il mio più vecchio amico. Ci conosciamo da quando siamo in fasce: siamo cresciuti insieme a Druento, ridente paesino della prima cintura torinese. Un’esperienza che ti segna, insomma. A parte qualche incontro fortuito di fronte al Regio, covo degli skater torinesi, negli anni 1991-1993, praticamente non ci siamo visti dai 15 ai 36 anni; poi ci siamo ritrovati su Facebook e infine di persona la sera prima che io partissi per andare a vivere in Israele. Da lì è stato un continuo ciccy puccy, via social prima e di persona poi, quando siamo rientrati in Italia.

Alessandro ha fatto e fa tante cose nella sua vita ed è un illustratore/grafico bravissimo. Ha un negozio che lui non promuove a sufficienza su Society 6, dove si trovano cose molto carine (ahimè ho perso Igor nel trasloco, ma ora me lo ricompro per lo studio messo in ordine, insieme ad un cover “You gotta fight for your right to party“).

Una sera è venuto qui a cena e io gli ho dato a voce un brief delirante che includeva:

  • i font serif
  • le scritte fatte a mano
  • l’hip hop
  • no i segni grafici, ma forse anche sì
  • la caciara
  • la caciotta (ah no, questa ce la siamo mangiata)
  • l’odio per la calligrafia da matrimonio classica (cioè se vedo ancora in giro Bombshell o Peoni Pro su un invito veramente grido allo scandalo!)
  • la sottocultura skater torinese degli anni ’90

Ve lo giuro, quando ci ripenso mi sento davvero in colpa.

Eppure.

Eppure lui mi conosce da 41 anni e quindi mi ha ascoltata, si è riguardato le cose che mettevo in giro in modo sparso e anarchico, mi ha studiata e poi mi ha mandato due proposte, nel giro di brevissimo tempo. Erano tutte e due splendide, ma alla fine ho scelto questa.

Logo Francesca Marano by Alessandro Pelissetti

Io mi riconosco tanto in questo logo, perché è ghetto, dinamico, caciarone, anche un po’ sbruffone, ma molto tondo e morbido. Insomma, sono io!

E voi cosa ne dite? Dai, fatemi i complimenti, che mi piacciono, e così li condivido tutti con Ale ♥

By Francesca

WordPress Community Manger at SiteGround.

Ho creato C+B, supporto la community globale di WordPress.org nella sua crescita.

5 replies on “Rebranding: l’immagine”

Mi piace molto. E appena l’ho visto mi ha fatto pensare a that’s all folks, la scritta alla fine delle puntate dei looney tunes. Mi drogo? Fatto sta che sa di giocoso, ma non solo. Bello, bravi!

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