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I fatti miei

Il silenzio è il sonno che nutre la saggezza

L’ultimo post di questo blog risale al 03 marzo: sono passati 84 giorni e tutti i giorni ho pensato “Oggi scrivo“.

Sulla mia pagina Facebook non scrivo dal 26 aprile: sono passati 30 giorni e tutti i santi giorni mi sono detta “Ecco, dovrei proprio mettere una cosa sulla pagina“.

Questo post l’ho iniziato da 2 ore e nel frattempo ho:

  • fatto una lista con carta e penna, che è l’unico modo per fare davvero il download del cervello
  • steso una lavatrice
  • mangiato uno yogurt
  • mandato candidatura per fare una JS Girls Night a Torino
  • partecipato alla chat settimanale dei traduttori di WordPress
  • mangiato un biscotto

Non è che non abbia nulla da dire, anzi: ho una lista di articoli che al momento sta per raggiungere i 100 titoli, una decina di post in bozza a buon punto, un’altra decina con un paragrafo che mi ricorda di cosa parlerà il post. Eppure no, non scrivo, non condivido, non pubblico.

Lo scorso fine settimana sono stata 3 notti da sola in Valle d’Aosta a riflettere su cosa voglio fare da grande, o almeno cosa penso di fare nei prossimi 5 anni. Mentre ero lì ho visto il video di Chewbacca Mom, che forse avrete visto anche voi: solitamente questo genere di contenuti pop mi diverte moltissimo e io stessa adoro produrre robe un po’ scemine e non ho nessun problema a pubblicarle anche sui miei canali professionali. Ma questa volta il video mi ha intristita perché mi sono sentita una vera curiosa, ficcanaso negli affari altrui, anche se questi sono condivisi in modo volontario.

Sempre la scorsa settimana mi è capitato di leggere un paio di articoli che mi hanno fatto molto riflettere sull’ostinazione con cui alcuni pubblicano “perché sul calendario editoriale ho segnato che devo scrivere un post alla settimana”. Di solito gli articoli che mi fanno incazzare sono o quelli passive aggressive, in cui si fanno giochini che neanche alle medie, ma vabbè, se la gente decide di essere patetica chi siamo noi per impedirglielo, o quelli che fingono di dare informazioni e invece riciclano contenuti con grandi copia e incolla di fonti più o meno autorevoli estere.

Infine, ultimo aneddoto, guardavo i miei ricordi su Facebook con Matteo e lui se ne esce con “Ma che pochi like ai post vecchi, mamma!”.

Ecco, questi episodi mi hanno confermato una sensazione di pancia che avevo da un po’, ovvero che dopo la valanga di contenuti riversate sul web negli ultimi 24 mesi (qui, sui social, su C+B, nei diversi canali della community WordPress) ho voglia di ritirarmi un po’ nel guscio: ho voglio di fare foto che non vanno necessariamente su Instagram, ho voglia di scrivere un libro e prendermi il tempo giusto per la stesura e la ricerca, ho tantissima voglia di studiare e approfondire temi che non riesco mai a portare avanti perché sono sempre impegnata a produrre contenuti, non voglio che mio figlio, che ha 10 anni, faccia caso a quanti like prendono le foto che pubblichiamo.

Come disse Francis Bacon:

Silence is the sleep that nourishes wisdom.

Ci sono eh, se mi scrivete vi rispondo, se mi vedete in giro a qualche evento chiacchieriamo, ma ora mi prendo il lusso del silenzio per nutrire la mia saggezza e poi distribuirla liberamente nel mondo.

By Francesca

WordPress Community Manager at SiteGround.

Ho creato C+B, supporto la community globale di WordPress.org nella sua crescita.

9 replies on “Il silenzio è il sonno che nutre la saggezza”

ti capisco Franci, pure io ho i periodi così, ci vogliono e sono necessari, è impossibile vivere sempre sfornando contenuti, facendo networking online o con una presenza costante sui social. Insomma ci vuole pure la vita fuori dall’internet!
Un abbraccione <3

Scegliere di prendersi tempo per “nutrire la saggezza” è meraviglioso. Ti capisco e penso che la propria presenza digitale professionale possa essere fatta di relazioni, non necessariamente sempre di contenuti.

Questo post arriva a fagiuolo! Io, nel mio piccolissimo mondo mi sento proprio come te, e in questo momento, seppur desiderosa di grandi cose, ho la necessità di ritirarmi nel mio guscio e rimanere in silenzio. Ho proprio fatto le tue stesse considerazioni in questi giorni e mi fa piacere condividerle con una come te che è sempre sul pezzo.
Grazie e buona pausa!
Mary

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