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I fatti miei

L’importanza dei piccoli gesti

Il 14 maggio 2015 la mia vita ha subito uno scossone che mi ha fatto cambiare rotta su una serie di cose, di vita e di lavoro. In quella data ho parlato per la prima volta con Luca della possibilità di far partire un Meetup WordPress a Torino e iniziare a contribuire in modo attivo alla community. La data me la ricordo bene perché eravamo al Freelance Camp, dal quale sono scaturite tante altre cose belle della mia vita, quindi segnato in calendario 🙂

A quasi un anno dalla nostra prima chiacchierata sono successe moltissime cose e almeno 1 giorno intero della mia settimana viene impegnato in cose legate alla community WordPress: in questi giorni molto di più in realtà, perché come lead organizer di WordCamp Torino ho il mio bel daffare, ma diciamo che anche in tempi “non sospetti” una giornata dedicata a WP negli ultimi 10 mesi l’ho sempre messa in conto.

Partecipare attivamente e in modo continuativo alla vita di una community è molto stancante e ci va una notevole capacità di gestire il proprio tempo: perché non è che se mi occupo di WP posso occuparmi di meno del mio lavoro! Ma il rant su “ho mille impegni, non ho tempo, sai ho una famiglia” lo riservo per un’altra volta…

Oltre al tempo ci metto dei soldi. Per andare ai WordCamp e ai Meetup, ma anche per supportare praticamente la community e far succedere cose.

  • Come C+B ho sponsorizzato WordCamp Londra e WordCamp Europa. “You get all the perks of the regular ticket plus the satisfaction of having helped the community with extra financial support”. Sì, sono molto soddisfatta infatti.
  • A gennaio ho organizzato insieme a Paolo Valenti uno sprint di traduzione. Non venivamo a capo della location, l’unica trovata costava 40 euro, ce le ho messe io e sono felicissima di averlo fatto: abbiamo fatto formazione a nuovi traduttori che si stanno dando da fare.
  • Quando è partito il Meetup di Torino, ho fatto a mio nome l’abbonamento su Meetup, 34 euro. Una spesa minuscola per far partire una cosa enorme.
  • Ho stampato a mie spese gli adesivi per il Contributor Day di Milano: era il primo Wapuu made in Italy. L’ultimo che avevo in tasca l’ho dato a Mr Mullenweg in persona e sono stata fiera di poter portare con me a Philadelphia un pezzetto della community italiana.

Non scrivo tutte queste cose per dire “Guardate come sono brava io”, ma per far capire a tutti che questi sono piccoli aiuti concreti che fanno succedere le cose.

In occasione di WordCamp Torino stanno venendo fuori situazioni che mi scaldano proprio il cuore.

  • Uno sponsor ci ha comprato uno spot Gold senza neanche essere, come dire, sollecitato da noi. Semplicemente ha compilato il form e ha detto “Lavoriamo da anni con WordPress, grazie a uno strumento Open Source abbiamo un lavoro, siamo contenuti che tornino i WordCamp in Italia, vogliamo mostrare la nostra riconoscenza così”.
  • Uno sponsor mi ha detto “Francesca, a noi del banchetto, del logo, di tutte quelle robe lì non ci frega nulla, il ritorno di investimento per gli sponsor su queste attività è nullo. Si fa to give back to the community“.
  • Un altro ha sponsorizzato, poi non era sicuro di poter mandare qualcuno, ma un dipendente si è comprato comunque il biglietto di tasca sua e quando ho chiesto come mai, la risposta è stata la stessa “That’s why we call this stuff ‘community’, right?“.
  • Un candidato speaker si è comprato il biglietto ben prima della selezione, così quando lo abbiamo selezionato e gli abbiamo mandato il coupon per avere biglietto gratis mi ha detto “Ma va là! Sono 20 euro ben spesi, bravi!”.
  • Oggi abbiamo ricevuto la prima proposta di microsponsor e sì, io mi sono commossa.

Ecco, il senso della community e della partecipazione attiva è anche questo: certo, venire ai Meetup, aiutarsi, fare le traduzioni, ma anche dire “Sai che c’è, io il biglietto di WordCamp invece di pagarlo 20 euro, lo pago 100 così anche la vita di chi organizza è più facile.”

Ad esempio 200 euro in più possono fare la differenza tra avere le t-shirt solo unisex oppure da uomo e da donna. Altri 200-300 euro permettono di comprare un piccolo presente agli speaker, che vengono a proprie spese da tutta Italia e Europa e magari una scatola di cioccolatini è un bel modo per ringraziarli. Altri 100 euro ci permettono di offrire il caffè durante il Contributor Day e via così.

Se siete dei freelance che lavorano con WordPress o una piccola agenzia che lo usa come strumento principale di lavoro, considerate la possibilità di fare da microsponsor o da supporter, ci aiutate a rendere ancora più piacevole WordCamp e in più vi beccate il loghino e il link dal sito ufficiale dell’evento: come dire punti karma + backlinking = ♥

Io sono una grande fan del detto “Put your money where your mouth is”, con la colonna sonora dei Jet poi è ancora meglio. Vi aspetto a Torino!

By Francesca

WordPress Community Manger at SiteGround.

Ho creato C+B, supporto la community globale di WordPress.org nella sua crescita.

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