Diversificazione dell’offerta

Qualche giorno fa ho sentito dire una cosa non corretta su come si fanno i siti da una persona che i siti non li fa. Poi ho letto un articolo sull’email marketing in cui si danno pericolosi consigli su questioni molto tecniche.

Voglio tradurre in una cosa molto pratica queste riflessioni:

Come diversificare la propria offerta senza diventare tuttologi

Io mi batto contro i tuttologi da anni, soprattutto perché mio malgrado l’ho fatto in azienda per tanti, troppi anni. Nelle PMI infatti è tipico fare di tutto, visto che il personale è sempre poco, il budget inesistente e quindi ci si arrabatta. I risultati non sono mai perfetti, ma se c’è un ambiente che ha interiorizzato il motto Done is better than perfect è quello delle piccole e medie imprese italiane. Certe volte va bene, certe volte va male, in molti casi, grazie al cielo, le cose stanno cambiando e sempre più spesso sento di piccole realtà che si affidano a consulenti e poi mettono in pratica i consigli ricevuti.

Noi, come consulenti, abbiamo l’obbligo morale di essere preparati e la mia esperienza è che

un consulente preparato è un consulente specializzato.

Poi abbiamo bisogno di capire e sapere tante altre cose: non per fare i consulenti su altri temi, ma per avere uno sguardo a 360º dei settori contigui al nostro, come minimo per evitare a noi e ai nostri clienti di fare cavolate.

Mi spiego raccontando, come sempre, i fatti miei. Per portare avanti la mia attività ci vanno un sacco di competenze che nulla hanno a che fare con il mio mestiere: dal marketing ai social media alla comprensione basilare di linguaggi che non si usano tutto i giorni, infarinatura di SEO, ecc…

Queste cose io le studio: su certe arrivo anche ad un buon livello di conoscenza, ma spesso preferisco rivolgermi a specialisti. E confesso che lo faccio certe volte andando in perdita su un progetto. Ma la perdita non sarà mai così grande come:

  • imparare *davvero* l’argomento in modo approfondito (ci vanno anni!)
  • vendere competenze che non ho

Se vendi cose che non sai *davvero* i clienti se ne accorgono: magari non il primo, non il secondo, ma prima o poi qualcuno se ne accorge. E inizia a dire male di te. E tu poi devi fare disaster control invece che scrivere codice. Vale la pena? Secondo me no!

Quindi quando parlo di diversificazione non intendo “iniziare a fare la qualunque”, ma trovare diversi canali e modalità di vendita del servizio che sta alla base del nostro core-business o al massimo inserire un paio di elementi che possano essere di supporto.

Ad esempio a me non verrebbe mai in mente di vendere tra i miei servizi la stesura dei business plan di altri: ne parlo partendo dalla mia esperienza, dal mio fallimento per essere sincera, e ho pensato che poteva essere una traccia anche per altri.

Allo stesso modo non mi verrebbe mai in mente di vendere servizi di grafica, anche se so usare gli strumenti dei grafici e sicuramente non mi verrebbe mai di dare consigli sull’uso dei social media ai miei clienti, se non cose generiche en passant per evitare loro grattacapi (tipo se vedo qualcuno con un profilo invece di una pagina dico “Hey amico, così non va, guarda le istruzioni di Facebook e converti al più presto!”)

Ecco ad esempio una serie di idee che mi sono venute in mente per diversificare le entrate del mio core-business, fare siti, e dei due “satelliti”, business plan e blog:

  • modificare template WordPress esistenti
  • creare template WordPress da zero
  • creare template pronti all’uso da vendere nei marketplace
  • offrire un pacchetto base di installazione WordPress, plugin e tema senza personalizzazione o modifiche
  • corsi su WordPress
    • lezioni private
    • lezioni di gruppo
    • e-book
    • corso online
  • site review
  • corso “Blogging for Business” ovvero come promuovere la propria attività con un blog, che è diverso da monetizzare un blog (quello lo chiamerei “The business of blogging”, santo inglese!)
    • lezioni di gruppo (qui non offrirei lezioni private perché si tratterebbe di studiare strategie per altri e io non penso di essere in grado di farlo)
    • e-book
    • corso online
  • Business Plan
    • e-book
    • corso dal vivo
    • corso online
  • vendere direttamente a clienti + collaborare con grafici e/o agenzie che fanno da capo-commessa.

Se vi state chiedendo a cosa serve diversificare la soluzione sta nella saggezza popolare:

mai mettere tutte le uova nello stesso paniere 🙂

Più chiaro? Spero di sì!

By Francesca Marano

WordPress Core team lead at Yoast. Prima ero la WordPress Community e Partnership manager SiteGround. Ho creato C+B, contribuisco a WordPress full-time. Ho un gatto, un figlio, un fidanzato e un ex-marito bellissimi e che mi hanno aiutata ad arrivare fin qui.

9 comments

  1. ma quante cose fai? ahahah il libro, ma quando l’hai scritto, di notte? sei grande 😀
    ora che ho letto l’articolo ho capito cosa intendi per diversificare, e fai bene, quando ci si riesce. L’importante è il focus sulle effettive capacità, temevo che si orientasse a quello il post, o sul fatto di diversificare le nicchie di clienti (in parte sì, ma a volte è controproducente).
    Ancora complimenti 🙂
    ps sempre il https://wordpress.org/plugins/subscribe-to-comments/ ti consiglio ahaahaha

    1. Ci penso da un po’, ma temo di non essere sufficientemente competente. L’idea dietro al libro era raccontare cose che hanno funzionato per me e che penso abbiano valore semi-universale: mentre scendere nello specifico dei diversi casi mi spaventa un po’.
      Lo metto nel file Dollaroni 2015 e lo faccio sedimentare 🙂
      Grazie per la dritta!

  2. Ciao Francesca!…Kindle nuovo di zecca arrivato mercoledì e il tuo è stato il primo libro che ho comperato 🙂
    Cosa ne penso? Che ne sono entusiasta! Ritengo che sia molto utile, ricco di spunti, osservazioni concrete ed è piacevole da leggere, insomma un ottimo acquisto. Con il tuo esempio personale confermi ancora una volta (spero che leggano il tuo libro tante persone testarde in questo senso…) che se nella vita si vuole raggiungere qualche cosa è necessario avere la capacità di riconoscere i propri errori, meditarli e farne tesoro per il futuro.
    Non vedo l’ora di rileggere da capo il tuo libro, questa volta scaricando tutti gli esercizi e facendoli (come procedo sempre con i libri come il tuo, ho dato una prima lettura per farmi un’idea generale). GRAZIE Francesca, il tuo libro presenta linee guida e consigli concreti per direzionare nel verso giusto i miei sogni e far sì che si concretizzino…Ti abbraccio, Laura

    1. Awww, ma grazie!
      Yes, concretezza prima di tutto, e non eccessiva perdita di tempo a costruire piani che poi è difficile seguire.
      Come sta andando?

  3. Wow Francesca!
    Un bellissimo post (con il quale ti ho scoperta per altro!).
    Il Tuttologo è visto in malo modo, ma in ambiente informatico/web credo sia inevitabile avere quello che tu definisci “uno sguardo a 360°”. Spesso le agenzie scelgono persone che hanno moltissime skills, per contenere i costi, evitare problemi di intermediari e passaggi e, dunque, avere un unico referente. Consideriamo anche i tempi ridottissimi di lavoro, e vediamo che saperne TANTO è ormai essenziale.
    Un bell’articolo su cui riflettere, specie sulla diversificazione e, in particolare, sulla frammentazione dell’offerta relativa ai servizi correlati.

    1. Grazie Alessia
      io combatto pesantemente questa tendenza, a volte ci perdo dei lavori, ma no, non ce la posso fare ad aggiornarmi su tutto.
      Buon Anno!
      Franci

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