Siamo tutti d’accordo che se non è pagato non è lavoro? Bene?
Siamo anche tutti d’accordo che contribuire a diffondere cultura sia una bella cosa che a volte si può anche fare gratis? No, perché a leggere in giro sembra che siamo diventati tutti come Linda Evangelista, 10.000 dollari o non ci muoviamo dal letto.
Io dico NO al #coglioneno e SÌ a contribuire, collaborare, diffondere, essere generosi.
Intendiamoci, quando sono usciti i video della campagna #coglioneno ho riso, annuito, condiviso. Mi ha ricordato le eterne stagiste della blasonata agenzia torinese alla quale l’azienda per la quale lavoravo si rivolgeva: l’agenzia prendeva 20.000 euro per brand identity e packaging, l’account 500 euro al mese, il grafico 700 e via così. Chiaro che in questo contesto c’è molto da fare. Alla C+B Academy apriamo sempre con la slide “Se non è pagato non è lavoro” e siamo d’accordo, ma come liberi professionisti penso che sia giusto “fare cose” gratis e capire che il lavoro gratuito da noi accuratamente valutato e selezionato fa parte della grande famiglia della “promozione”, ovvero investimenti che facciamo per far sapere al mondo che esistiamo, spesso ben più efficaci di ads su Facebook o su altrui blog.
Io ho deciso che voglio regalare un po’ del mio tempo tutti gli anni e vi dico anche come.
C+B
C+B è lavoro gratuito. Non solo mio, ma di altre decine di persone. Ci lavoriamo perché vogliamo contribuire a portare consapevolezza a tutte le donne in proprio (e il 20% degli uomini che ci leggono!) d’Italia. Oltre alle persone che scrivono articoli, ci sono diversi team (Visual, SEO, Social) + una persona che tutte le sante settimane scrive una newsletter pazzesca, con contenuti utili e ragionati. Tutto gratis, tutto di alto livello. We are on a mission.
WordPress Community
A parte che è divertente e si conoscono persone interessanti, penso sia bello che chi ha basato il proprio business su WordPress contribuisca a mantenere la piattaforma open-source in vita. Ho iniziato a collaborare di recente e confesso, non avevo mai indagato sul dietro le quinte e ho scoperto che c’è tantissimo da fare. Non essendo io in grado di scrivere codice ad alti livelli collaboro con il team che effettua le traduzioni: ci passo ogni due-tre giorni a vedere se ci sono cose da fare e una volta alla settimana partecipo alla chat del team #polyglots su Slack. Inoltre tutti i mesi organizzo il WordPress Meetup di Torino, insieme ad altri 3 valorosi. Punti Karma alle stelle e networking di qualità.
Una qualsiasi forma di insegnamento di HTML/CSS
Mi piacerebbe andare in giro a spiegare cosa sono HTML e CSS e fare un po’ di alfabetizzazione informatica. Ehi, voi che leggete, non è che sapete di qualcuno che abbia bisogno di me? Questa è puro “give back”: non è un’azione di marketing, solo testa piena di informazioni che penso potrebbero essere utili a persone meno abbienti e che hanno bisogno di (re)inserirsi nel mercato del lavoro (adolescenti che hanno mollato la scuola, carcerate, immigranti).
Questo blog
Mica è scontato che uno oltre a fare il proprio lavoro, pagato dai clienti, scriva con una parvenza di regolarità e dispensi contenuti utili: soprattutto quando gli affari iniziano ad ingranare, la tentazione di mollare il blog è forte, ma secondo me si deve resistere e continuare a scrivere perché i benefici sono a lungo termine.
Personalmente seguo solo blog che mi insegnano cose che posso mettere in pratica e che mi fanno capire che la persona che sto leggendo ha dedicato del tempo a creare contenuti di qualità sia gratuiti che a pagamento (e infatti, quando vendono qualcosa, swish! rumore della carta di credito). 3 su tutti:
- Ittybiz: devo dire che sono persino esagerati :) Viene resa disponibile una quantità di contenuti pazzesca e nonostante ciò i corsi a pagamento non deludono mai: qualità dei contenuti, della forma dei materiali, ecc… Anche se non mi importa nulla del 70% di quello che scrivono, li leggo con piacere, apprezzo il loro modello e spesso compro.
- Paul Jarvis: una dei report più epici che abbia mai letto in vita mia è il dietro le quinte del suo corso per freelance. Idolo.
- Zoe Rooney: purtroppo non aggiorna spesso, ma quando pubblica qualcosa leggo con grande attenzione, ci torno sopra, metto nei preferiti e quando vende qualcosa di solito compro.
Stilando la lista delle cose che ho piacere di fare gratis, mi sono anche chiarita su quali sono le cose che no, non faccio gratis (e lo stampo per mia futura referenza, perché a volte l’entusiasmo mi frega):
- fare il sito gratis ad una qualsiasi attività commerciale che poi fa soldi sul mio lavoro; se è un’attività alla prima uscita, la risonanza è nulla e quindi il mio investimento pubblicitario ha un ROI inesistente, se è una realtà consolidata probabilmente può permettersi di pagarmi. A meno che non sia una causa che mi sta particolarmente a cuore (è facile, sono tre: diritti LGBT, diritto all’aborto e alla scelta di fecondazione assistita, mi rifiuto di chiamarla procreazione, e condizioni di vita e lavoro delle beduine del Negev);
- contribuire a cause nelle quali non credo; praticamente tutto quello che non è elencato sopra.
- dare consulenze al tipo di persona che “ci prendiamo un caffè, ho un’idea e vorrei il tuo parere” e poi ti fanno 20 domande e ti chiedono di fatto una strategia tra una zolletta di zucchero e un babà. Serve sempre rivedere uno dei video più belli di sempre di Marie Forleo “How to say no to people who want to pick your brain“.
Ora a voi: lavorate gratis? Sì, no, matusiscemafrancè? Fatemi sapere!


Leave a Reply