A cosa serve il Business Plan?

Donna di schiena che controlla telefono, quaderno e computer alla scrivania
Photo by CoinView App on Unsplash

Se ti stai chiedendo a cosa ti serve un business plan eccoti qualche idea.

La storia del mio fallimento l’ho già raccontata un tot di volte, ma la ripeto.

A gennaio del 2012, dopo un primo anno lavorativo abbastanza disastroso da expat in Israele, ho deciso di mettermi in proprio sfruttando 12.000 euro generosamente donati da mio marito, frutto di una causa fatta al suo ex datore di lavoro italiano.

Mi sembrava che fosse una gran cifra: nella mia testa avevo immaginato di incassare 1.000 euro al mese dal mio lavoro come freelance e, quindi, i 12.000 euro sarebbero serviti a integrare lo stipendio e investire nella mia attività.

Agosto 2012: ho incassato 1.500 euro in otto mesi, ho speso i 12.000 euro più 2.000 che non avevo, quindi sono andata in rosso e ho dovuto cercarmi un lavoro da dipendente (che per fortuna ho trovato nel giro di pochi giorni).

Cosa è andato storto in quegli otto mesi? Col senno di poi riesco ovviamente a indicare una serie di problemi molto specifici, ma se devo riassumere in una sola frase non ho dubbi: la mancanza di un piano.

Francesca Marano, Chi ha paura del business plan?

Ecco, il business plan serve prima di tutto ad evitare di perdere soldi, e mi sembra già un bel risultato, no?

Idealmente si dovrebbe seguire questo iter:

  1. individuazione del business model che “descrive come l’azienda crea, diffonde e cattura valore. È stato progettato per cambiare rapidamente ed è dinamico.”
  2. stesura del business plan “documento esecutivo che aziende esistenti usano per pianificare l’ampliamento delle proprie attività basandosi su dati esistenti (mercato di riferimento, clienti, caratteristiche dei prodotti)”.
  3. implementazione e misurazione delle strategie individuate.

Ora, non so cosa facciate voi nella vita e come siete messi a capacità di analisi, progettazione, esecuzione: io amo le cose semplici e veloci e quindi ho cercato di riassumere il processo descritto sopra in un unico libro, che sia facile da capire e immediato da mettere in pratica.

Indipendentemente dal nome e dalla forma (nel libro vedrai che ci sono foto dei business plan dei miei allievi e sono tutti diversi: dal documento Word al collage con i cataloghi degli editori!) questo piano serve per individuare i pilastri della vostra attività e guiderà tutte le decisioni da prendere.

  • Dovete creare un nuovo prodotto? Riguardate il profilo del cliente e i suoi bisogni: siete sicuro che questo nuovo prodotto sia quello giusto?
  • Dovete rivedere i tuoi prezzi? Non limitatevi a guardare cosa fanno gli altri: guardate i vostri costi, le vostre aspettative, calcolate e POI decidete.
  • Dovete investire in Facebook Ads? Qual è la vostra mission? Qual è il valore che sta alla base della vostra attività? Far passare quello è fondamentale!
  • Dovete decidere se iniziare una collaborazione? Di nuovo, tornate a chi siete, i vostri valori, il vostro cliente: avete bisogno di un partner? Questa collaborazione soddisfa un bisogno del vostro cliente?
  • Dovete lavorare sul personal branding? Il business plan vi aiuta ad avere una visione di insieme del vostro business e dà indicazioni a voi stesso, il personal branding poi traduce nell’esperienza che gli altri hanno di voi.
  • Dovete fare il budget per il marketing del prossimo anno? Avete calcolato una percentuale di margine nelle vostre tariffe? Quella è la parte da reinvestire nel vostro business!

Insomma, questo documento che potete anche chiamare piripicchio-piripacchio deve stare sulla vostra scrivania e deve essere consultato non dico giornalmente ma quasi…

Serve per smetterla di navigare a vista o vivere nell’incertezza e definire obiettivi misurabili e strategie verificabili per permettervi di fare ciò che amate di più e viverci.

One comment

Leave a comment

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.