{Questa settimana Beatrina Incorporella, aka Queen Of Fuckin’ Everything, ci spiega come usare Canva. Lei è diventata bravissima a farlo, tutte le grafichette che vedete sulla pagina Facebook di C+B e sulla mia sono opera sua! Benvenuta Bea, sei la prima guest-poster del mio blog ed è un onore e un piacere averti qui ♥}
Quando, anni fa, ho iniziato a smanettare con Photoshop da autodidatta, beatamente ignorante e impaziente, avrei dato un rene per una cosa come Canva. Perché, a dirla tutta, la mia ambizione non è mai stata fare la grafica, ma avevo bisogno di creare, per lavoro e per piacere, grafichette accattivanti e locandine che non sembrassero proprio uscite da un ufficio parrocchiale della Valvaraita.
Canva unisce tutta una serie di funzioni tipiche dei programmi di grafica, semplificate al massimo, ad una serie di layouts già pronti da usare, tutti, in media, piuttosto carini e funzionali. Dimenticate i gattini: Canva è la risposta giusta per tutte noi che vogliamo sembrare stilose e abbiamo bisogno di nascondere il nostro cuore trash sotto una patina di minimalismo chic.
Quando arrivate su canva.com, vi trovate davanti questa home page, in cui, per iniziare ad operare, si richiede un accesso:
Io, quando è possibile, scelgo sempre il login via Facebook, perché lo trovo molto più comodo e mi evita di dover ricordare (o meglio dimenticare) un’ulteriore password.
Una volta loggati si può scegliere fra varie opzioni di design: dalla grafica pensata per essere usata sui social media al bigliettino da visita, passando per l’infografica; se nessuna di queste dimensioni vi soddisfa, c’è anche l’opzione “custom design” in cui stabilite voi su quanti pixel darvi da fare. In più, Canva salva in automatico tutti i files su cui avete lavorato, e, finché non decidete voi di eliminarli, li trovate in homepage pronti per essere riaperti ed eventualmente modificati. Tutto ciò è comodissimo se, per esempio, volete salvarvi un prototipo di grafica da riproporre e in cui magari cambiate solo la frase di volta in volta.

La dimensione che uso più spesso è quella dedicata al social media, perché la maggior parte delle grafiche che faccio mi servono per essere postate su Facebook. Di solito, tendo a partire da un layout già pronto, non solo perché sono pigra, ma anche e soprattutto perché sono piuttosto belli: da lì, modifico i colori e riaggiusto il design sulla base di quello che mi serve.

Per esempio, se volessi lanciare un messaggio d’amore alla Doula, non vorrei essere troppo sdolcinata, perchè sappiamo tutte che lei è una donna di sostanza (non per dire, ma il suo cavallo di battaglia è il business plan). Ecco quindi che andrò a scegliere un layout abbastanza sobrio:

Ovviamente la prima cosa che ho bisogno di modificare è il testo: cancello quello che non mi serve, scrivo quello che voglio io e seleziono carattere, colore e dimensioni dal menù a tendina che compare quando selezioni il testo che ti interessa:

A volte le dimensioni sono fisse, perché si tratta di un testo contenuto in un banner o un fumetto: ma potete aggirare il problema cancellando il testo preesistente e usando l’opzione “add text” che trovate in alto a sinistra. Lì impostate la dimensione che volete e poi aggiustate le dimensioni del “contenitore di testo” finché non siete soddisfatte del risultato.
In questo caso, per esprimere il mio amore, mi è sembrato chel’immagine con il pollice su, con tanto di polsino bianco alla Gianni Agnelli, stonasse con il mio sentimento, quindi ho deciso di eliminarla (cliccando sulla praticissima icona a bidoncino) e sostituirla con qualcosa di più canonico: un cuore, of course.

Però, a dire il vero, mi sono ritrovata con un po’ di cose che cozzavano fra di loro, sia come colori che come visuale: nel dubbio, ho ridotto al minimo, lasciando l’impianto di base del layout ma senza arricchirlo troppo di cose che non c’entravano, e mantenendo i colori originari:

Et voilà! Sono soddisfatta. Adesso però voglio salvarlo! Quindi vado sul “link and publish” (vi prego di notare la freccina viola che ho inserito nell’immagine, di cui sono tanto tanto fiera) in alto a destra, e mi si danno non una, non due ma ben tre opzioni:

Possiamo salvare il nostro capolavoro come immagine png, che è quello che faccio io di solito; oppure come pdf, cosa che vi consiglio se avete creato infografiche di più pagine. La terza opzione è anche una gran genialata, perché potete inviare il link dell’immagine a chi volete ed autorizzarl* a modificare.
C’è anche l’opzione di share immediato su Twitter e Facebook, anche se devo dire che non l”ho mai usata perché di solito salvo l’immagine e poi per condividerla sui social uso la pubblicazione programmata e non immediata.
Che ne dite? Facilissimo, no? Del resto vi assicuro che se ci riesco io è a prova di pasticcina!
Unica avvertenza: maneggiare con cautela. Crea dipendenza.



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