Una domanda che sento spesso è “Ma secondo te devo aprire un blog per la mia attività?”
La mia risposta è sempre sì con tutta una serie di avvertenze.
Prima di tutto interrogatevi bene sul perché: la risposta non è “Perché me lo ha prescritto la Doula” e non è neanche per monetizzare. Anzi, parliamone un attimo di questo mostro mitologico della monetizzazione dei blog. Come dice il mio amato Paul Jarvis
Il tuo sito web non ti farà guadagnare soldi, ma la tua attività sì. Un sito web, anche uno stupendo, non è un albero magico sul quale cresce denaro.
Con qualche migliaio di passaggi al mese non si portano a casa soldi veri. AdSense e programmi di affiliazione rendono pochi spicci al mese se i passaggi non sono elevati. Qualcosa di più si guadagna vendendo spazi pubblicitari direttamente, ma anche in questo caso, credetemi non si tratta affatto di guadagni facili e, di nuovo, se il vostro sito non ha un numero sufficiente di passaggi gli eventuali sponsor non saranno disponibili a pagare cifre sopra il corrispettivo di margherita e birra.
È l’attività di cui scrivete sul blog che vi fa guadagnare la pagnotta, quindi meglio dedicare tempo a creare contenuti utili per i potenziali clienti.
Se i contenuti del blog sono interessanti, i passaggi aumentano, i clienti anche e gli eventuali sponsor pure… vittoria su tutta la linea direi!
Tenere un blog professionale è cosa impegnativa, ma io lo trovo un grande investimento di marketing, anzi forse il migliore.
Ecco le mie 5 regole base per avere un blog utile alla promozione della vostra attività:
- Scrivete per i vostri potenziali clienti e non per i vostri colleghi. Lo so, è una figata quando ci troviamo ad annuire beati degli ultimi articoli di A List Apart, ma le mie potenziali clienti invece hanno bisogno di capire la differenza tra WordPress.org e WordPress.com. A loro non frega nulla delle mie elucubrazioni sul futuro della compatibilità di CSS3 sui diversi browser. Se proprio non mi tengo devo trovare altri spazi su cui scrivere per quel pubblico, cosa che mi porta diretta al punto 2.
- Scrivete anche per altri. L’unione fa la forza: case-study C+B. Quando abbiamo aperto nessuna di noi aveva dei numeri di followers pazzeschi, ma mettendoci insieme abbiamo superato di gran lunga il numero di persone che avremmo raggiunto da sole. Delle ultime 3 clienti con cui ho lavorato, 2 sono arrivate da lì. 2.1 Invitate persone che stimate a scrivere sul vostro blog o intervistatele.
- Costanza. Scrivete un post alla settimana, o uno ogni due settimane, o uno al mese. Scegliete una frequenza e rispettatela. Se non siete costanti nella vostra presenza online è difficile che qualcuno si affezioni a voi.
- Non ossessionatevi con Google Analytics e SEO. Quelli non devono mangiarsi tutti i vostri sforzi. Cosa vogliono dire migliaia di passaggi se poi nessuno compra i vostri prodotti?
- Scrivete correttamente in italiano. Non parlo di vezzi stilistici, io ne ho una marea, ma di grammatica. Si scrive po’ e non pò, è e non é, perché e non perchè, e via così. Nel dubbio controllate Grammatica italiana o Accademia della Crusca. Io lo faccio continuamente e comunque errori ne saltano sempre fuori.
Siccome è davvero la domanda che arriva più spesso nella mia inbox (insieme a come fare ad aprire un blog a costo zero) ho pensato di farci un corso mentre sono a Torino a febbraio. In 3 ore vi insegno tutto quello che ho imparato, finora, sui benefici di avere un blog professionale e come mettere in piedi il vostro. Dateci un’occhiata, se siete lì che tentennate sull’apertura di un blog può esservi utile.


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