Se chiedete ad un nuovo utente di Twitter cosa lo lascia davvero perplesso della piattaforma, 8 volte su 10 vi risponderà: tutti quei cancelletti, ovvero gli hashtag.
Sarà il nome bizzarro, sarà l’uso indiscriminato che ne facciamo un po’ tutti (chi non ne ha usato uno a sproposito scagli la prima pietra) di solito, al primo giro, il nuovo utente resta senza parole.
Poi inizia ad usare a gogo. A volte ci prende, a volte non tanto.
Insomma niente altro che parole chiave!
Curiosità: il segno # non era una novità per i nerd che stavano su altre piattaforme nella preistoria di internet, ma solo un anno dopo il lancio di Twitter, il mitico Chris Messina (sempre roba da supernerd) ne ha proposto l’uso. Da lì l’allargamento a piovra dell’hashtag è stato inarrestabile.
Eccovi alcune regole per usarli al meglio:
- non più di 2 per post, è Twitter stesso a consigliarlo e noi siamo bambini ubbidienti
- se state scrivendo di un argomento in particolare, o di un evento, o di un corso, o del matrimonio del vostro miglior amico, taggate tutti i tweet relativi in modo che cliccando sulla parola chiave si possano leggere insieme. Ad esempio quando volete dire qualcosa di questo summer camp twittero usate #coloniacinguetta
- se volete inserirvi in una conversazione su un tema caldo, cercate un argomento che vi interessa su hashtags.org e scrivete un messaggio taggando come si deve
- non abusatene, illudendovi (come tanti newbie) che un trending topic si crei così dal nulla, solo chiedendo ad amici e parenti di retwittare. Questo articolo entra nella scienza del trending topic (super-super-nerd e interessantissimo), mentre questo svela il dietro le quinte di un tag che è stato molto popolare circa un anno e mezzo fa.
Volete saperne di più? Benissimo! Basta andare sul sito della nostra Camp Counselor valijolie per leggere l’articolo più completo mai scritto in italiano su hashtags e strumenti utili.
Cosa ne pensate? Un po’ più chiaro? Fatemi sapere che poi venerdì parliamo di #FF e di come gli hashtag siano diventati “codice comunicativo contemporaneo” (cit. sempre @valijolie, sempre lettura obbligatoria per il camp).


Leave a Reply