Non mi piacevano i Ted Talks poi ci ho ripensato

Pubblico in platea

Confesso, sono sempre stata un po’ dubbiosa nei confronti dei Ted Talks, in generale di tutte le cose ispiresciònal-motivesciònal, con le quali ho un rapporto complicato da tempo. Sono una molto con i piedi per terra e quindi alla fine dei video mi chiedo sempre: “Ma la ciccia dov’è?”. Se scopro che la ciccia è nel corso dell’autore, comodamente acquistabile a rate, mi scende un po’ sempre la catena.

Poi però le amiche mi mandano dei link che non posso ignorare perché condensano in pochi minuti cose che vagano nella nebulosa dei pensieri confusi in modo elegante e eloquente.

Oggi Marianna, il mio editore, mi ha segnalato quelli di Paola Antonelli e io mi sono trovata a gridare allo schermo almeno 8 volte “Yes”, “Hell yes”, “Preach it sister”, e via così.

Guardatelo tutto, mi raccomando.

Mi sono segnata una serie di frasi che ora stampo nella mia board “Robe da ricordarsi” (prima o poi ve la faccio vedere, è solo che è piena di parolacce e mi vergogno un po’…) e le ho commentate a caldo, appunto gridando da sola contro lo schermo 😉

  • I want people to understand that design is so much more than cute chairs, that it is first and foremost everything that is around us in our life. Non verrà mai detto a sufficienza, ripetiamolo.
  • There are still people that believe that there’s a high and there’s a low. Questo piacerà tanto a Enrica che litiga con chi dice che i gattini non sono contenuti.
  • “Sorry, MoMA, video games are not art.” Did I ever say they were art? I was talking about interaction design. Excuse me. Call it like it it sister.
  • There’s this whole problem of design being often misunderstood for art, or the idea that is so diffuse that designers would like to be called, artists. No. Designers aspire to be really great designers. Thank you very much. And that’s more than enough. Questa piacerà a tutte le amiche artigiane e designer che non vogliono fare le artiste, vogliono fare le artigiane e designer e si scazzano pure quando qualcuno le chiama artiste. E c’hanno ragione, c’hanno!
  • Excuse me. You‘re missing the point. Call people on their shit, if you are in a position to do so. I love you Paola.
  • The International Cat Video Film Festival didn’t have that much of a reaction. I think this was truly fantastic. I was really jealous of the Walker Arts Center for putting up this festival, because it’s very, very wonderful. Dai, ti amo, mi adotti?
  • Gustave Flaubert “I have always tried to live in an ivory tower, but a tide of shit is beating at its walls, threatening to undermine it. I consider myself the tide of shit. Chiedimi cosa vuoi Paola, a questo punto puoi chiedermi davvero cosa vuoi, anche se è degradante, non importa. Sono tua schiava. Che te lo dico a fare “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.
  • It’s truly a way to think of how to preserve and show artifacts that will more and more become part of our lives in the future. We live today, as you know very well, not in the digital, not in the physical, but in the kind of minestrone that our mind makes of the two. Devo assolutamente trovare il fax in cui mio papà di parlava di questa nuova cosa, la mail, nel 1999.
  • I see that people are coming along, that the audiences, paradoxically, are much more responsive and much more understanding of this expansion of design than some of my colleagues are. Paola, tutti amano la neve di WordPress a Natale, tranne gli smanettoni del core. Paola for the People. WordPress for the People. Io vi voto tutti.

Chiudo qui perché voglio andare a rivedere il video e mi devo preparare psicologicamente a sentirla live a Torino il 04 marzo. Sento che arrossirò a sapere che ho scritto questa cosa qui.

Ci vediamo da Toolbox?

By Francesca

WordPress Core team lead at Yoast. Prima ero la WordPress Community e Partnership manager SiteGround. Ho creato C+B, contribuisco a WordPress full-time. Ho un gatto, un figlio, un fidanzato e un ex-marito bellissimi e che mi hanno aiutata ad arrivare fin qui.

3 Replies

  1. Io mi sono innamorata dei TEDTalks 5-6 anni fa, quando per un periodo sono passati su rai5. Poi si devono essere accorti che era tv intelligente e hanno subito smesso di farli vedere. 3 anni fa ho deciso di diventare traduttrice freelance e per fare pratica ho iniziato a tradurre i TEDTalk come volontaria. Non sono tutti motivazionali, ci sono bellissimi talk scientifici, io amo molto quelli sull’urbanistica e sull’architettura delle città, mi fanno sognare un mondo davvero migliore.
    Devo dire che anche quelli motivazionali sono molto belli e difficilmente cercano di venderti qualcosa, perché sono fedeli al motto “Ideas worth spreading”, idee che vale la pena di diffondere. Scusa se mi sono dilungata troppo 🙂

  2. wow fantastica! standing ovation!
    comunque le TED talk servono ad ispirarsi nei momenti di gnagna, almeno io faccio così 😛
    spero che il 4 sarete in streaming così vi guardo <3

  3. Ho letto prima te. Non resistevo. Altro che il video.
    La tua concretezza è la ragione per cui ti seguo. Adoro anche di più il post spontaneo, diretto ed immediato: è quel lato del web che più manca. Anni fa, e non troppi, il web ero uno spazio solo apparentemente meno concreto.
    De Andrè ha sempre avuto ragione sui diamanti!
    Grazie per i commenti che finiranno in that kind of minestrone that’s my mind.
    Preach it sister!

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