Lavorare online

Giuro che esisto

La scorsa settimana ho ricevuto una bella mail ricca di domande su come ci si organizza con un business come il mio (online e basato sulle mie sole forze).

Ovviamente è un argomento immenso del quale potrei parlare per 20 ore di seguito, fermandomi solo ogni tanto per un po’ di acqua, ma cercherò di fare un sunto in meno di 1000 caratteri…

Ho riniziato ad occuparmi di web nel 2010: a differenza del primo giro (anni 1999-2004) invece di cercarmi clienti nello stesso codice postale, li ho trovati in rete. Ho fatto un paio di blog gratis e da lì sono arrivate richieste di preventivo e clienti paganti. Quindi un passaparola all’ennesima potenza: Tizia segue il blog di Caia che viene rifatto dalla sconosciuta Francesca, le piace, la contatta e via, si mette in moto il meccanismo.

All’inizio del 2011 mi sono trasferita in Israele con la mia famiglia: ho lavorato un po’ qui e un po’ là, ho provato per 6 mesi a fare la freelance senza successo, mi sono di nuovo rimessa a lavorare un po’ qui e un po’ là, ma ho iniziato a costruire scientemente e con grande fatica la mia attività. Traduzione: senza soldi da investire e lavorando 9 ore in ufficio (8-17), poi facendo la mamma (17-20) e poi mettendomi di fronte al computer tutte le sere e tutti i weekend. E quando dico tutti intendo tutti per circa 1 anno.

Una spinta decisiva a buttarmi è stato il corso di Gioia Talent Factory: nell’arco di una settimana sono uscita con le idee ben più chiare su me, come persona e come professionista, sui miei talenti, aspirazioni e volontà. Inoltre ci ho guadagnato una rete di supporto di altre persone pronte a spiccare il volo, con le quali ci siamo molto spronate. Per dire che durante il corso ha preso forma definitiva C+B, quindi direi ottimo investimento, no?

Contemporaneamente ho ripreso in mano un libro fondamentale che mi ha fatto capire cosa era andato storto la prima volta: non avevo un Business Plan. O meglio avevo delle robe in testa, ma non avevo una cosa visibile e tangibile su cui c’erano scritti le 4-5 cose fondamentali da sapere quando si apre un’attività: cosa vendo, perché la vendo, a chi la vendo, come la vendo e quanto la devo far pagare.

Quindi:

autocoscienza su talento e passione + numeri chiari = business sostenibile.

I numeri sono relativi e sono quelli che funzionano per me: dopo aver messo molto banalmente tutte le spese di famiglia e dell’attività da una parte e aver sottratto quanto guadagna mio marito dall’altra ho capito che per sopravvivere devo fatturare 1,000 euro al mese, per vivere 1,500 e non devo superare i 2,000 (sia per motivi fiscali che organizzativi).

Il 90% dei miei incassi arrivano oggi dalla creazione di siti, ma in futuro vorrei ridistribuire le entrate e dare sempre più spazio alla mia attività di formatrice. Un po’ è una voglia mia, un po’ è una chiara richiesta delle clienti che vogliono conoscere i retroscena tecnici (e quindi corsi di blogging e WordPress) e organizzativi (mettersi in proprio e business plan).

Oggi la mia attività cresce, pian piano, ma in modo sicuro: il mio obbiettivo marketing per il 2014 è creare una strategia e seguirla. Fino ad oggi ho usato, con alti e bassi, questo blog, la pagina Facebook e il mio profilo Twitter per raccontare i fatti miei e della mia attività, ma l’ho fatto in modo scostante e, in fin dei conti, poco proficuo. Mi piacerebbe ospitare dei guest-poster e scrivere per altre testate. Ed infine vorrei usare bene la mia newsletter, quando scrivo lo faccio in modo molto ispirato, ma ahimè non riesco a farlo mensilmente come vorrei.

Et voilà, eccovi un ritratto sintetico di come funziona qui dentro: e dalle vostre parti come butta?

Comments

  1. says

    Bello Francesca questo tuo post. C’è dentro molto di te, la tua voglia di riuscire, il tuo impegno, la tua serietà e la tua grande professionalità. La tua voglia di trasmettere e condividere il tuo talento. Il tuo desiderio (e il tuo bisogno) di aiutare gli altri e infatti ti definisci con il titolo Doula.
    Ci stiamo mettendo tutte/tutti, tutte le nostre energie. A volte le disperdiamo e abbiamo bisogno di fare strategie ed essere più strategiche nei nostri business. Business Plan, per chi non ama i numeri, è un parolone, ma non possiamo farne a meno…
    Quindi talento + competenze + grande impegno + grandi strategie + fortuna per un 2014 positivo per tutti/tutte coloro che ci stanno provando e ci credono!

  2. says

    Mi piace molto questo post perché spesso penso alla possibilità di mettermi in proprio ma ho tante robe in testa, come dici tu, e ancora non proprio un piano di battaglia chiaro.
    Per questo rimando, ma le strade tracciate dagli altri sono un’ottimo incoraggiamento per trovare il proprio percorso.

    Ti auguro un 2014 fruttuoso e speriamo di incontrarci in questi sentieri per poterne fare qualche pezzo insieme.

    Un abbraccio
    Valì
    :)

    • says

      La pianificazione e i risparmi sono fondamentali… Ci vanno dai 6 mesi ai 12 per avere un giro di affari sufficiente a coprire uno stipendio di solito! Ma tu secondo me parti forte perché anche se al momento il tuo lavoro da freelance è minimo hai un bel seguito e poi… SEI BRAVISSIMA! Dici poco ;-)

  3. Cecilia says

    Bellissimo post Francesca! Io mi sono data 5 anni per diventare autonoma, partendo da genn 2013, ma con pochissime ore la settimana da dedicare a tutto. Il lavoro della mia vita 1.0 per fortuna mi ha insegnato bene come si fanno le analisi di costo, quali sono i mark-up da applicare per avere profitti, ma ho talmente tanto da imparare in termini di strategia per partire con la mia vita 2.0…Al momento opportuno uno di questi corsi sarà sicuramente l’investimento giusto da inserire tra i costi!!
    In bocca al lupo!
    C.

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